SABATO 25 MARZO 2017 ore 20.30

INTERROGATORIO A MARIA

di Giovanni Testori con Nicoletta Mandelli, Ginevra Cerri Mandelli e Paolo Scheriani

Canzoni David Bowie regia scheriANIMAndelli

 

La storia di una donna – Maria di Nazareth – e di tutte le donne. La storia di tutti gli uomini o di un solo uomo. Le parole poetiche/profetiche di Testori non hanno bisogno d’altro che di essere dette e ascoltate, come in una liturgia. C’è quanto di più sacro e di più umano in quelle parole. Vanno solo fatte risuonare.  Nicoletta Mandelli si confronta con la poetica testoriana mettendo al suo servizio corpo e voce; tutto quello che una donna - ancor prima che un’attrice - può dare. Non è teatro e non è preghiera o forse ne è la summa. È sufficiente dirle le parole di questo testo? Come vanno dette? Vanno recitate? È necessario? Forse andrebbero solo lette. Con chi interloquisce Maria? Con chi dialoga? Da chi viene interrogata? Da una o  più  persone? Da molte persone? Dall’umanità intera? Chi vuole parlare con Maria? Chi vuole ascoltare le sue parole? A chi si rivolge?  Testori ha fatto i conti con il suo linguaggio ed ha trovato una misura inattesa che ha finito per rivelare quale forza possedessero sia la sua capacità inventiva che l'innata rappresentatività della sua parola. È un po' quello che si prova quando si riprendono in mano le antiche laudi, i cantari, i testi dei mistici che sorprendono per la loro tensione interiore e per la semplicità del dettato. Anche con Interrogatorio avviene la stessa cosa: una lingua semplice e limpida che, quasi, pare toccata dalla grazia tanto è diventata, in senso moderno, preghiera da recitare (“…è sereno - guardate - è dolce nel Suo immenso sacrificio; dolcissimo è mio figlio,di voi, uno per uno,e nell'intero coro che formate è arso dalla sete; come un amante vi cerca vi vuole, ha fame, è cieco, è vinto, perduto è, innamorato.). Ora sta a ciascuno di noi fare i conti con la soave potenza del linguaggio testoriano. Come lettori o spettatori, registi o attori. Poi l’azzardo, quello che in teatro è possibile, mettere la dove sembrerebbe impossibile aggiungere. A quel che dice Testori si sovrappone il canto di David Bowie. Ritmi ipnotici e sperimentali. Ognuno di loro ha giocato d’azzardo con il linguaggio e noi usiamo entrambi per fare il nostro gioco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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